Monthly Archives: gennaio, 2019

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5 Febbraio: Social Dinner

gennaio 28th, 2019 Posted by eventi, food, social dinner No Comment yet

Ma’ Hidden Kitchen Supper Club
Martedì 5 Febbraio ore 20.30
Chef Andrea Sposini

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Ricordiamo a tutti quanti che la disponibilità dei posti è limitata e le prenotazioni sono riservate ai soci iscritti. Nel caso non siate già registrati, prima di procedere alla prenotazioneè necessario compilare il modulo che trovate qui .

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4 Febbraio: Thai Dinner

gennaio 28th, 2019 Posted by eventi, food, social dinner, special event No Comment yet

4 FEBBRAIO
Special: Thai Dinner
Mahksc feat. Elle Cuisine/Café Thai
Elle Cuisine/Café Thai pops up again at Ma’ Hidden Kitchen.

Lunedì 4 FEBBRAIO ore 20.30
Guest Chef: Ratana Songsi-iam (Café Thai)

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27 Gennaio – Tempi Maturi – Mahksc Teatro

gennaio 20th, 2019 Posted by eventi, teatro No Comment yet

MAHKSC TEATRO
27 Gennaio – 19.30

TEMPI MATURI
di Allegra de Mandato.
Regia: Emanuele Arrigazzi.
Con Emanuele Arrigazzi.

Prenota ora / Book Now

Aperitivo con food&drinks dalle 19.30 alle 20.30
Spettacolo alle 20.30
20 euro

«Al contrario il presente dell’attore è il più istantaneo, il più stretto. L’attore rappresenta, ma ciò che egli rappresenta è sempre ancora futuro e già passato, mentre la sua rappresentazione è impassibile e si divide, si sdoppia, senza rompersi, senza agire, né patire. Il paradosso del commediante allora si fonda sull’istante in cui deve contemporaneamente anticipare, ritardare, sperare e ricordare».
Gilles Deleuze

Un monologo che racconta una vita. Realtà e finzione che s’intersecano. Il mondo dello sport e la nostra storia contemporanea. La paura di non farcela e le scorciatoie. Il bisogno di esistere in una società che si dimentica tutto quello che fagocita.

Un’ora di corsa ciclistica, in cui un attore recita pedalando in bilico sui dei rulli, come un acrobata circense alla ricerca dell’equilibrio. Un uomo che racconta non solo il proprio io, ma certe persone che ha incontrato. Un piano inclinato, sospeso tra il flusso di coscienza e il rivivere sulla propria pelle lutti e sconfitte, mentre preme la voglia di riscatto e la paura di non sopravvivere a se stessi.

Ho fatto un lavoro a stretto contatto con Emanuele Arrigazzi, che è attore e ciclista, per capire la difficoltà di mantenersi in bilico sui rulli usati dagli atleti per il riscaldamento pre-gara e così trasmettere nel testo quel senso di costante precarietà.

Una storia che, scrivendola, è diventata anche un mio autoritratto obliquo dove quella del protagonista si scinde, come mai mi era capitato prima, nella mia di autrice e in quella dei personaggi che man mano s’incontrano. Egli è perciò al contempo protagonista e testimone, avversario e gregario delle vicende che lo sfiorano.

Lo sport è un’allegoria mostrata in movimento, una storia che accompagna un’esistenza emblematica: non tanto in sé, ma come presenza incessante del dubbio del fallimento che può schiacciare chi lo vive, insieme a un terrore del giudizio altrui tale da paralizzare.

La mancanza di talento, la sindrome dell’impostore, la paura ossessiva di annoiare: davanti al dubbio lacerante di chi racconta tutto ciò, ecco che la drammaturgia corre tra il filo dei pedali e in mezzo a stanchezza ed euforia; generando una sintesi tra finzione e realtà, bisogni e ferite, animata da un’insaziabile voglia di vincere al fine di sentirsi o almeno potere Esistere.

Ho lavorato sul linguaggio come richiamo di pensieri e immagini, manipolandolo tra il quotidiano e il lirico: creando un’epica del quotidiano, quindi, cercando di suscitare in chi ascolta l’idea di essere testimone di quello che succede dentro la testa del protagonista, il quale è in continuo movimento come il suo corpo.

Le parole inseguono il sudore, la stanchezza e la fatica, ma volano più alte in una storia che cerca di essere umana troppo umana.

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24 Gennaio – Social Dinner

gennaio 14th, 2019 Posted by eventi, food, social dinner No Comment yet

Ma’ Hidden Kitchen Supper Club
Giovedì 24 gennaio ore 20.30
Chef Stefano Ratti

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22 Gennaio – Social Dinner

gennaio 14th, 2019 Posted by eventi, food, social dinner No Comment yet

Ma’ Hidden Kitchen Supper Club
Martedì 22 gennaio ore 20.30
Chef Niccolò Gozza

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16 Gennaio: Social Dinner

gennaio 7th, 2019 Posted by eventi, food, social dinner No Comment yet

Ma’ Hidden Kitchen Supper Club
Mercoledì 16 gennaio ore 20.30
Chef Andrea Sposini

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13 Gennaio: Mahksc Teatro

gennaio 6th, 2019 Posted by eventi, teatro No Comment yet

MAHKSC TEATRO
13 Gennaio – 19.30

PESSOA ESOTERICO
Oroscopo di parole per eteronomi con tasso poetico accertato superiore a 0,5.
Di Fernando Pessoa
con Giulio Valentini
Musica dal vivo di Ashti Abdo 

Prenota ora / Book Now

Aperitivo con food&drinks dalle 19.30 alle 20.30
Spettacolo alle 20.30
20 euro

“Roma, Università “La Sapienza”, 23 novembre di tanto tempo fa, qualche ora prima del colpo a salve del mezzodì tanto caro al Pontefice Pio. 

Mi siedo. L’aula è fredda come una yurta vuota nel cuore della notte siberiana.

Davanti a me Silvano Peloso, professore emerito di Letteratura Portoghese ha lo sguardo tronfio di chi è in vena di presentazioni importanti. Si scosta, una macchia di fumo intorno a degli esili occhiali di corteccia nera che esitano un istante, un istante, un istante… che dura diversi giri di pupille e poi quando meno te lo aspetti eccolo lì, con il sorriso geometrico, fare un passo avanti: buongiorno Fernando Pessoa!”

Nasce nel 1888 a Lisbona al quarto piano di un edificio davanti al Teatro Nacional de São Carlos alle 15:20 del 13 giugno e muore per problemi epatici all’età di 47 anni nella stessa città dov’era nato. In mezzo la magia di una vita.

Čechov diceva che nei certificati di nascita è scritto dove e quando un uomo viene al mondo, ma non vi è specificato il motivo e lo scopo.

Lo scopo di Pessoa è scritto nel suo segno zodiacale: gemelli. 

Chi se non un gemelli poteva inventare gli eteronimi? Scaglie di personalità che si staccano dal fusto e d’un tratto cominciano a camminare sulle proprie gambe.  “La mia anima è una misteriosa orchestra: non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde e arpe, timpani e tamburi. Mi conosco come una sinfonia”, scrive Pessoa.

Una sinfonia, la poesia di Pessoa, poggiata sul comodino di una vita anonima; una sinfonia la poesia di Pessoa, tutta proiettata a far risuonare i mille angoli di un mondo interno, voci al di sopra del tempo e dello spazio, le tante dita di una mano che tocca il mondo. 

Le ultime parole che Pessoa disse prima di morire furono: “De-me os meus óculos!”, “datemi i miei occhiali”. Essendo molto miope, aveva paura di non riconoscere Dio tra i suoi eteronimi.  

Giulio Valentini è “una pianta erbacea, unica nel suo genere (fortunatamente) venuta su per caso nei pressi di qualche tomba etrusca, non tanto distante da Roma, il 13 luglio del 1972 o giù di lì. Presenta una radice avventizia, una laurea in Lettere con il massimo dei nodi alla Sapienza di Roma e un master in Copywriting al Politecnico di Milano, un fusto ciondolante, con biforcazioni ramose-bracciose-gambose e altezza che può raggiungere anche i due metri (al momento 1,84). Con la casa editrice Il Filo, nel 2005, ha pubblicato il raccolto di racconti Supplizi, Supplì e Metempsicosi prima di bruciare ogni suo seme.

Come regista in erba e veget-attore, ha realizzato spettacoli presenti nei circuiti del teatro di ricerca italiani e internazionali, tra gli altri: “Come La Pioggia Cade Ridendo” (Premio RomaNatura 2010); “Confessioni di un Uomo Ponte Professionista” (Finalista Festival CortoTeatro di Ancona 2011); “Ella – Lugar que Lleve Dentro”, spettacolo in lingua spagnola e portoghese che ha debuttato al Teatro La Vilella di Barcellona nel giugno 2014 e ha avuto poi diverse repliche in Brasile; “Pensavo Fosse Amore Invece Avevi il Gatto” e “Come Giulio Cesare”. Ha contribuito a semina e coltivazione deI Festival letterario “Janus Liber” e di quello musicale “Handpan Festival”. Prova gusto ad farla fuori dal vaso sempre in cerca di nuove aiuole creative. Ogni tanto pensa che, prima o poi, la pianterà”. 

Ashti Abdo, cantante, autore e polistrumentista curdo, è originario di Afrin, vicino ad Aleppo, in Siria. La musica fa parte della sua vita da sempre: da bambino lo appassionano i suoni della natura dei dintorni di Afrin e, dalle colline affacciate sul suo villaggio, ascolta affascinato le storie degli anziani che cantano la sua terra. Inizia giovanissimo a cantare per fare addormentare la sorellina e a suonare lo strumento tipico curdo, il tembûr (saz). Entra a far parte dei Domo Emigrantes nel 2012 arricchendo la formazione di colori e atmosfere tipici della tradizione mediorientale e svolgendo con questo gruppo un’intensa attività concertistica sia in Italia che all’estero. 

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