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3 Marzo – Ivan Talarico: Autobiografia del mio amico immaginario

febbraio 24th, 2019 Posted by live music, teatro No Comment yet

MAHKSC TEATRO/CONCERTO
Domenica 3 Marzo – 19.30

Ivan Talarico:
Autobiografia del mio amico immaginario.

Prenota ora / Book Now

Aperitivo con food&drinks dalle 19.30 alle 20.30
Spettacolo alle 20.30
20 euro

A volte è difficile mettersi nei panni degli altri, ma spesso è complicato anche essere se stessi. L’unica possibilità, quindi, è vivere altrove, lontano dagli altri e lontano da noi.

Ivan Talarico ci porta nel mondo del suo amico immaginario, dove tutto è possibile e impossibile, dove tutto sembra normale ma anche no. Tra poesie, brevi discorsi e canzoni, Ivan non parla mai di se stesso e della sua vita, ma parla sempre tra sé e sé. Per ascoltarlo bisogna stare vicini a lui. Per capirlo bisogna stare vicini a noi.

Ivan Talarico, cantautore, poeta, teatrante, Scrive canzoni che non lo rendono famoso, ma gli fanno vincere il premio per il Miglior Testo a Musicultura 2015, essere chiamato come ospite al Premio Tenco 2016, da Fiorello alla sua Edicola Fiore e lo portano a suonare in giro per l’Italia.

Nel tempo libero scioglie ghiacciai a scopo ludico.

 Ivan è un vulcano al crepuscolo. Un malandrino d’altri tempi. Un mistico irreligioso. Un poeta pudico innamorato dei sensi. Un serissimo cultore della risata. Amante della logica del paradosso, delle freddure che scaldano il cuore, Ivan è un esperto dell’ingenuità, un infallibile maestro di errori, un metodico studioso della spontaneità. Poeta, cantautore, performer comico (e non solo), Talarico ha esplorato varie forme artistiche (soprattutto calcando i palchi teatrali in tutte le forme possibili) ma rimane un artista tuttora in ricerca.

Adriano Ercolani, Repubblica XL

Nelle canzoni di Ivan Talarico la soluzione al dramma umano è immaginaria, patafisica, fantastica. È tutto uno «scrostare i grandi sentimenti della loro stupidità», per dirla ancora con Queneau. È tutto un razionale decervellamento, che ribalta il luogo (e il senso) comune, e lo rende più credibile.

Daniele Sidonio, L’isola che non c’era

La parola, prima ancora che la canzone, è l’arma di Talarico. Quella con cui arriva al pubblico senza filtri e senza macchinazioni. Ricercate o quotidiane, inventate o reali che siano, infatti, le parole divorate velocemente davanti al microfono e talvolta accostate in maniera insolita e imprevedibile tra loro creano e raccontano quasi un alfabeto dell’incomunicabilità umana e permettono all’affabulatore Ivan Talarico, di tenere lo spettatore incollato alla poltrona per oltre un’ora raccontando con maestria quanto di insondabile e inconoscibile ci sia al mondo: l’amore e l’animo umano. Se ci si aspetta, però, la melensa retorica cui la musica leggera italiana ci ha abituato negli ultimi anni si rimane senza dubbio delusi. L’amore di Carote d’amore o di L’elefante non fa rima con sole e cuore.

Valentina Ersilia Matrascìa, Art a part of culture

www.ivantalarico.it

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